Quattro donne al vertice che “si danno fiducia”: Michela Catalini (con la sorella e le cugine), Suolificio DaMi

“L’aspetto positivo è che le donne portano sempre molte risorse, perché sono multitasking, mentre è più difficile mantenere il giusto equilibrio, visto che siamo più umorali degli uomini. Mia sorella e le cugine mi danno fiducia: abbiamo uno splendido rapporto”. Michela Catalini, 44 anni, sintetizza così la vita all’interno di DaMi, suolificio di Sant’Elpidio a Mare guidato da 4 cugine: Michela ed Elisa Catalini (figlie del fondatore Alberto, scomparso nell’agosto 2013), Daniela ed Elisabetta Pieragostini (figlie dell’altro fondatore Ennio, oggi 84 anni). Ognuna ha un ruolo ben definito all’interno dell’impresa con Michela, ceo, che si occupa di produzione e commerciale. Anche tre mariti su 4 lavorano all’interno del suolificio. “Mi piaceva l’idea di entrare in azienda. Sono stata a fianco di mio padre poco meno di un anno, poi, nel 2002, abbiamo creato Degam per diversificare: non solo fondi per la scarpa da bambino, ma anche per l’adulto. Non ho fatto molta gavetta e inizialmente ero sola alla guida di Degam, godendo così di maggiore autonomia rispetto in DaMi” ricorda Michela che qualche anno dopo diventa mamma: “Portare avanti la vita imprenditoriale e quella di mamma è difficile, ma un donna ci riesce. In alcuni periodi ho lasciato un po’ indietro me stessa, con alcuni hobby e interessi che ho ripreso più tardi” osserva l’imprenditrice marchigiana che nel 2012 succede al padre ai vertici aziendali. “È stato proprio mio padre a spingere per questo passaggio generazionale. DaMi e Degam si sono fuse, sono stati ridistribuiti tutti i ruoli all’interno delle famiglie. Un peso o un orgoglio essere scelta? Sicuramente un orgoglio, con qualche preoccupazione in più” racconta Michela che da lì a poco deve affrontare la prematura scomparsa del genitore: “Conquistare la fiducia di tutti i dipendenti e collaboratori che prima ascoltavano mio padre non è stato semplice per me, donna. L’esperienza imprenditoriale mi ha cambiato. Sono maturata. Oggi sono meno chiusa. Per il ruolo che rivesto ho il vantaggio di essere sempre stata una persona molto sicura e poco ansiosa. E questo è importante in un settore nel quale mi trovo sempre a confrontarmi con gli uomini”.

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