Numero 14

Il futuro del lusso
La moda italiana chiude il 2015 in crescita, guarda al 2016 con fiducia e lancia la sfida della sostenibilità. Milano torna capitale fashion. Ma non bisogna sedersi sugli allori. Parola di Carlo Capasa, presidente Camera Nazionale della Moda Italiana. Intervista esclusiva.
E adesso?
Braccialini davanti al suo futuro. La famiglia esce dal board, ma conferma il sostegno finanziario ai soci. Bilancio 2015 sotto del 7%. Buone indicazioni per l’inverno 16/17.
Comprensorio 2.0
In Toscana, le concerie riformattano il modello produttivo per seguire l’evoluzione di un lusso che cerca maggiore accessibilità o si fa ancor più esclusivo. Volumi frammentati e upgrading del servizio per affrontare “un lavoro altalenante”. Il rosso Carismi preoccupa. Il punto sul Tubone.
Non succede niente
Nessuna ripercussione commerciale sulla gestione del grezzo dall’acquisizione Inalca-Unipeg. Probabile “assorbimento” di Quinto Valore. Mercato Italia: disponibilità limitata, lievi correzioni sul vitello.
Richiamo all’unità
International Council of Tanners: Rino Mastrotto passa il testimone a Richard Pai e traccia un bilancio della sua presidenza. “Gettati semi che hanno attecchito. Ora li si faccia germogliare”.
Coltello tra i denti
La scarpa del Brenta archivia un buon avvio di 2016 e “guarda al presente”. Cassa Integrazione giù del 40%. Badon: “Ci siamo ritagliati la nostra nicchia”. Vicari: “Dobbiamo farci pagare di più le scarpe”. L’evoluzione di Montebelluna. Il ritorno di Verona.
Record del mondo
Gli spagnoli di Tempe “gestiscono” le scarpe per tutti i brand fast fashion dei connazionali di Inditex. Fatturano più di un miliardo di euro e progettano la più grande piattaforma logistica del globo.
Hong Kong, addio
I cinesi, per lo shopping di lusso, preferiscono Parigi. Intanto Pechino inasprisce i controlli doganali e tassa gli acquisti online. Obiettivo: scoraggiare il “daigou”. Rischio: deprimere ulteriormente i consumi.
Vintage e naturale
Il Salone del Mobile dice che per gli imbottiti il peggio è alle spalle. Gli affari crescono, anche in Italia, ma il gusto del pubblico è in trasformazione. Stufo di materiali standardizzati, vuole tornare a vedere la pelle. Madre Russia addio.
Moscow mon amour
La Russia non fa paura a Piquadro che vara la riorganizzazione della sua presenza sotto il Cremlino. Più forza all’online. Fatturato complessivo in crescita del 3%.
9,3 miliardi di euro
E’ il valore dell’area pelle francese, anno 2015. Ripartono scarpe e borse, non la piccola pelletteria. Maggiori acquisti di pelli esotiche. Intanto a MIllau 18 aziende costituiscono un polo della pelle.

Il caso della settimana: le griffe e la Svizzera
La Cina di Vuitton: “Alcune chiusure, nessun abbandono”
USA, più scarpe importate a febbraio: troppe?

 

 

 

 

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