Fornarina, Ara Shoes, Vittorio Virgili: le vendite aumentano, le produzioni migliorano

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Fornarina cresce del 30% e aumenta la quota di produzione made in Italy. Il brand di proprietà di Bright Fame Holdings, società con sede a Hong Kong controllata da People Group, ha chiuso il 2017 a quota 10 milioni di euro di fatturato, con un aumento del 30% sul 2016. Il fatturato deriva per metà dalle vendite di abbigliamento e per l’altra metà da calzature e accessori. Circa il 50% delle vendite è realizzato sui mercati internazionali. “Questo incremento ci ha permesso di riportare in Italia alcune produzioni che prima venivano eseguite all’estero” ci ha detto al Micam Mauro Gabrielli, ceo del brand con quartiere generale a Monte San Giusto (Macerata). “Ormai il 90% della produzione di abbigliamento è italiana, così come il 40% delle calzature. Anche se a livello di costi c’è un comprensibile aumento, la scelta di aumentare la produzione italiana è dettata dall’esigenze di migliorare la velocità delle consegne che significa anche minori stock in magazzino”. In Italia crescono le vendite del gigante tedesco Ara Shoes (187 milioni di euro di fatturato nel 2016), arrivate nel 2017 a 180.000 paia (6,7 milioni di euro), con una crescita del 10%. “Non c’è più la nonna di una volta. Oggi anche le signore anziane indossano sneaker e scarpe alla moda. Vendite online? Per ora solo al negoziante e non al consumatore” ci ha detto in fiera Tatjana Schmidt, ad di Ara Italia, nata nel 2001 con quartiere generale a Bolzano. Vittorio Virgili di Sant’Elpidio a Mare (10 milioni di euro nel 2017) ha annunciato il rinnovo della storica licenza con brand francese Sartore. L’azienda ha anche la licenza mondiale Uomo e Donna di Iceberg. (mv)

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