Baldinini è fuori dall’aeroporto di Rimini

Gimmi Baldinini non scende in campo per salvare Aeradria, la società che gestisce l’aeroporto Fellini di Rimini. La notizia era nell’aria, visto il diniego dell’imprenditore nell’azione di salvataggio della società sommersa di debiti (vedi news del 7 giugno scorso); ora ha trovato conferma ufficiale. Alla chiusura del bando per l’aumento di capitale di Aeradria, la cifra raggiunta è stata di oltre 5 milioni di euro (si puntava a 6 milioni), senza la firma dell’azienda calzaturiera di San Mauro Pascoli. Il bando doveva servire a far entrare come nuovi azionisti della società di gestione dell’aeroporto alcuni dei principali creditori, Carim e Asset Banca in primis. Nel contempo, avrebbe dovuto favorire l’ingresso di nuovi investitori dal mondo dell’imprenditoria, operazione che ha trovato parziale riscontro, con l’ingresso da parte dei privati del tour operator di Riccione ItalCamel, interessato al mercato russo, con una quota di 200 mila euro. Per il resto gli unici che hanno investito su Aeradria con l’acquisto di nuove azioni sono Carim (quote per 3 milioni), Asset Banca (1 milione), Repubblica di San Marino (1 milione) e Confindustria Rimini (100mila euro). Gli enti pubblici rimarranno nella società di gestione dell’aeroporto con una quota molto bassa: tutti insieme non supereranno il 20%. (f.f.)

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