Boom della cassa integrazione nel Fermano

Bene l’export, ma non basta per compensare le perdite del mercato italiano. E nel distretto calzaturiero marchigiano è crisi occupazionale. I dati diffusi da Assocalzaturifici e relativi ai primi sei mesi del 2013 sono incoraggianti. L’export è infatti cresciuto del 6,3% con un saldo di +5,1% rispetto ai livelli di pre-crisi del 2008. Crescono le vendite verso il mercato russo che non solo resta leader (la sua quota è circa del 20%) ma fa registrare un aumento del 12,5%. Buona la performance degli Stati Uniti (+14,3%) mentre nel primo semestre 2013 entra per la prima volta nella top ten la Cina, con un incremento del 55,4%. Export salvagente del distretto fino ad un certo punto perché, tra gennaio e giugno, sono state perse solo 4 aziende della filiera pelle (calzaturifici e produttori di parti di calzature) ma 540 addetti. Il ricorso alla cassa integrazione è aumentato del 79,2% rispetto al primo semestre 2012 a causa delle richieste provenienti da Ascoli Piceno-Fermo (+165,5%) rispetto a Macerata che invece ha un saldo negativo dell’3,8%. (mv)

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