Bruno Magli all’epilogo, chiesto il concordato

Sta per finire male la storia di un’azienda che è stata protagonista della calzatura italiana. Bruno Magli ha depositato lo scorso 15 luglio al Tribunale di Bologna la richiesta di concordato preventivo. La società bolognese fondata nel 1936 e controllata dal fondo svizzero Da Vinci Invest, scrive il sito FashionMag, ha 60 giorni di tempo per presentare il piano di rilancio e punterebbe alla vendita del marchio. Il 25 agosto sarebbe stato fissato un incontro tra l’azienda e le organizzazioni sindacali, che prevedono la cassa integrazione ordinaria per 41 dipendenti su 45. Già nel 2011 l’azienda aveva mostrato segnali di crisi: erano state licenziate 90 persone, dismessa la produzione e trasferite da Bologna a Milano le attività commerciali. Magli intanto ha chiuso le boutique di Milano in Via Montenapoleone e di Roma a Fiumicino. Dal 2001, anno in cui la famiglia Magli cedette la proprietà, il marchio è stato oggetto di un susseguirsi di passaggi tra fondi, senza un rilancio effettivo e procedendo gradualmente verso la perdita di identità del prodotto. (mv)

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