Calzatura, a Fermo poche assunzioni e pochissima formazione


Le esportazioni salvano in parte il distretto calzaturiero marchigiano, Fermo in particolare, permettendo a molte imprese di reggere l’urto della crisi. Ma i problemi restano, soprattutto in prospettiva.
L’analisi è del Focus Sviluppo della Camera di Commercio di Fermo, che parla di assunzioni col contagocce e della formazione come tallone d’Achille dell’area. La capacità imprenditoriale, aggiungono, si esprime nell’export, ma viene meno negli investimenti in azienda. Si assume solo se strettamente necessario. Nel 2011 ne sono state fatte 2.660, quest’anno appena 1.600 e la metà con contratto a tempo determinato o stagionale, a fronte di 2.080 uscite e con un saldo negativo occupazionale di 480 unità. A fine 2012 invece soltanto l’11,9% delle imprese avrà assunto: il 75% sono aziende con oltre 50 dipendenti.
Quanto alla formazione, un dato è disarmante: nel 2011 i dipendenti di imprese fermane che hanno partecipato a corsi effettuati dalla propria azienda sono stati il 16,9%, contro il 33% dell’Italia e il 26,6% delle Marche. Per numero di imprese, la percentuale è del 26,1% contro il 35% nazionale. Eppure, stando alle risposte fornite dagli imprenditori per il Progetto Excelsior di Unioncamere, di formazione ce ne sarebbe bisogno sia per reperire manodopera qualificata e sia per i (pochi) neoassunti. (m.v.)

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