Calzaturificio Lario, chiusa la produzione

Soltanto 20 dipendenti, gli addetti alla parte amministrativa e commerciale, restano in forze allo storico calzaturificio Lario 1898 di Cirimido (Como). Per i 55 precedentemente occupati nella produzione scatterà da inizio aprile la cassa integrazione, a seguito della chiusura della manovia.
Termina così, a soli tre anni dall’acquisizione dell’azienda da parte dei coreani di E-Land, una storia produttiva più che centenaria e un tentativo imprenditoriale che affondava le proprie radici nel rilancio dell’artigianalità del prodotto. È stata aperta la mobilità con effetti retroattivi, con inizio lo scorso 20 febbraio. A seconda dell’età anagrafica dei lavoratori coinvolti, si va da un minimo di uno a un massimo di tre anni di ipotetica mobilità, con la concreta possibilità di godere di un ulteriore reddito certo, sebbene limitato, alla scadenza della cassa.
La crisi era scoppiata a gennaio, quando i 75 dipendenti del calzaturificio erano scesi in sciopero per protestare contro la ventilata ipotesi di cessare la produzione, delegandola ad aziende conto terzi.
“Il nostro impegno – ha dichiarato il sindacalista Nazario Mazzella (Femca Cisl) al quotidiano La Provincia- è stato, fin da subito, quello di riuscire a ottenere i necessari ammortizzatori sociali a sostegno del reddito dei dipendenti rimasti senza un’occupazione”.

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