Cina, più scarpe all’interno, crolla la produzione costiera

Mentre la Clia (China Leather Industry Association) si attende nel 2013 una ridotta crescita in valore (13%) nella produzione di pelli e calzature, emergono gli slittamenti di aree produttive all’interno della Cina. Zheng Shili, general manager di Wenzhou Golden Emperor Shoes nella provincia costiera di Zhejian, lancia da un lato il grido d’allarme: “Continuiamo a perdere ordinativi europei” ha affermato, indicando un crollo del 30% del giro d’affari della calzatura in pelle tra il maggio del 2011 e quello del 2013. A questa cifra si sovrappone l’ultimo dato del centro studi della banca internazionale Hsbc, che segnala a giugno l’indice produttivo più basso dell’anno. Diversa la situazione a Suzhou, nella provincia di Anhui (confina a Nord con Zhejiang e non ha sbocchi a mare), dove sono stati presentati quattordici progetti per la nuova “Città moderna della scarpa”, per un totale di 72 milioni di euro. Il presidente del partito comunista locale, Zhang Shuguang, al recente forum della scarpa, ha affermato che il governo punta sul calzaturiero con la recente creazione dell’area industriale ad hoc di 20 chilometri quadrati. La prima sezione accoglierà 98 manifatturieri, tra cui i colossi cinesi Belle International, Kangnai, Dongyi e Hongxingerke. Sono 80 le aziende che hanno firmato il contratto di leasing, 13 sono in produzione, 23 stanno edificando le fabbriche. (pt)

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