Cina, pugno di ferro ambientale: 31.802 calzaturifici di Donguann a rischio

È opinione comune, nel settore calzaturiero, sostenere che ogni 10 paia di scarpe in commercio nel mondo, un paio provenga da Dongguan, metropoli cinese (sistuata nel Guangdong) che sta combattendo una dura battaglia contro l’inquinamento attuando un programma di “tolleranza zero“. Nei giorni scorsi, come si apprende da varie fonti cinesi di stampa, l’Ufficio Comunale per l’Ambiente e l’Ecologia ha stilato un elenco di imprese “sporche” che entro il 30 settembre sono obbligate a “risanarsi”.
I numeri che riguardano la produzione di scarpe, sono enormi. Dovranno mettersi in riga qualcosa come 31.802 calzaturifici (indotto compreso) che vanno ad aggiungersi agli 11.593 che si sono messi in regola nei primi cinque mesi 2019. Chen Yaohui, vicedirettore dell’Ufficio Comunale per l’Ambiente e l’Ecologia, ha affermato che queste aziende sono caratterizzate “da un forte inquinamento e dalla mancanza di licenze e misure inadeguate di controllo dell’inquinamento atmosferico”. Lo stesso Chen Yaohui, su Dongguan Network, ha sottolineato che da luglio il personale addetto al controllo aumenterà l’intensità e la frequenza dei controlli, applicando in modo rigoroso la legge per decidere quali imprese devono essere chiuse (per un periodo limitato di tempo) e quali invece devono adeguarsi. (mv)
Immagine tratta da flickr.com

 

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