Cinesi stanati nel Fermano



Ennesimo giro di vite contro i laboratori cinesi irregolari nel distretto calzaturiero marchigiano. I carabinieri delle stazioni di Sant’Elpidio a Mare e Monte Urano, insieme ai colleghi del Nucleo carabinieri dell’Ispettorato del lavoro di Ascoli Piceno, hanno fatto irruzione in tre tomaifici siti nel territorio comunale di Sant’Elpidio a Mare, dove hanno rilevato numerose infrazioni in tema di lavoro nero e sicurezza personale dei lavoratori. Sono state applicate sanzioni amministrative per un totale di circa 30 mila euro ed è stata disposta la chiusura dell’attività imprenditoriale a tutti e tre i tomaifici, all’interno dei quali sono stati identificati sette cinesi, tutti in regola con il permesso di soggiorno. I servizi di monitoraggio del fenomeno del lavoro clandestino proseguiranno nella duplice necessità, come rimarcano gli stessi militari dell’Arma al termine dell’operazione, di salvaguardare l’incolumità delle persone e tutelare il regolare mercato del lavoro. Un impegno difficile in un distretto dove la presenza di aziende legate all’attività calzaturiera ha favorito la nascita di moltissimi tomaifici fantasma che sfornano i loro prodotti senza pagare un euro di imposte e senza curarsi delle condizioni di lavoro delle maestranze. Spesso sono laboratori ricavati in vecchi casolari abbandonati dove i turni di lavoro sono massacranti. Negli ultimi tempi, a differenza di quanto avveniva negli anni scorsi, gli operai cinesi che vengono pizzicati al lavoro sono in regola con i permessi di soggiorno. Le irregolarità riguardano gli orari di lavoro, i contratti e il rispetto delle norme di sicurezza. (m.v.)

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