Per anni, soprattutto a cavallo della pandemia, le sneaker hanno guidato un’ascesa inarrestabile, monopolizzando il mercato e oscurando le altre calzature. Oggi però quella crescita esplosiva lascia spazio a una fase più matura e stabile. Non un vero e proprio declino, come dicono gli analisti di Bank of America, ma una normalizzazione che ridefinisce gusti e aspettative. Le analisi di mercato parlano di un rallentamento, mentre la moda vira sul minimal. Intanto i materiali evolvono: pellami morbidi, suede naturali, lavorazioni curate. È l’inizio di un nuovo capitolo, più equilibrato e meno dipendente dai trend. Ecco come cambia la sneaker.
Come cambia la sneaker
È durato vent’anni il super‑ciclo delle sneaker: vendite in crescita costante, modelli sempre più presenti nel guardaroba globale, un’espansione che ha portato la scarpa sportiva a dominare metà del mercato mondiale. Secondo alcune analisi finanziarie recenti portate avanti da Bank of America, però, quella fase eccezionale si sta attenuando. Non perché la sneaker abbia perso una generale rilevanza, ma perché ha ormai completato la sua trasformazione culturale, da oggetto di tendenza a scelta quotidiana. Come sottolinea Fashion Network, il boom pandemico, che aveva accelerato la corsa grazie allo smart working e alla ricerca di comfort, è ormai alle spalle. I dati più recenti mostrano un ritmo di crescita più moderato, e di un settore entrato in una fase “normalizzata”, dove l’espansione non può più contare sull’effetto novità. Altri esperti, invece, sostengono che la domanda rimanga solida e che la sneaker sia ormai un pilastro del lifestyle contemporaneo, non un fenomeno passeggero.
A che punto stiamo?
Un’analisi che arriva nel momento in cui proprio Bank of America ha optato per un doppio declassamento nei confronti di Adidas, superando il rating “buy” e indicando il titolo come uno dei meno attrattivi. In altre parole, un segnale negativo. Subito dopo il declassamento le azioni del marchio sono scese del 7,6%, ma sono rientrate nel giro di qualche giorno.
Una nuova fase
Questa normalizzazione del mercato si riflette anche nelle scelte in fatto di design e materiali. Secondo il Messaggero, dopo anni dominati da volumi massicci e design tecnici, infatti, il pendolo sembra oscillare verso la leggerezza. Le scarpe da corsa ispirate agli anni Settanta e Ottanta tornano ad essere protagoniste, con profili più minimal, suole leggere e proporzioni essenziali. Proprio in questo contesto i materiali assumono un ruolo centrale. I brand stanno infatti via via riscopredo la forza dei pellami: nappa morbida, suede in tonalità naturali, inserti in shearling, cuciture artigianali. La sneaker si fa più adulta, più raffinata, più tattile. Anche le maison più concettuali, da Maison Margiela a Prada, stanno lavorando sulla sottrazione. Il tutto si traduce in superfici nette, colori sobri, accostamenti tra materiali tecnici e pellami che evitano contrasti aggressivi. Una normalizzazione a tutti gli effetti che però non ha il sapore di un ridimensionamento quanto di un nuovo equilibrio. Non più eccessi, ma continuità. E proprio in questa continuità trova il modo di durare.
Foto Onitsuka Tiger e Fendi
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