Dalla Cina agli USA passando per Firenze. Il marchio Woz? fa del prezzo un’importante leva competitiva. Fondato nel 2019 a Signa (Firenze), il marchio controllato da Maros, società della famiglia Maggini che impiega 15 persone, punta sulla leggerezza delle sue calzature maschili. E dopo essersi focalizzato sulla stagione estiva e sul viaggio, ha ampliato le sue proposte anche all’invernale. Ci ha raccontato il modello Woz? il suo CEO Simone Maggini.
Il modello Woz?
Woz? ha puntato sulla leggerezza del prodotto ma anche del prezzo. Disegnate in Italia, le calzature del marchio fiorentino vengono prodotte in Cina con l’ausilio di tecnici italiani. Nel marzo 2020, in piena pandemia, Woz? ha debuttato sul mercato lanciando il modello 50100, che è il cap di Firenze. “Siamo partiti con una collezione estiva e con lo slogan “travel friendly”. Poi abbiamo introdotto, con le stesse caratteristiche, anche la collezione invernale” ci spiega Simone Maggini. Il mercato più importante è quello degli Stati Uniti. Dove però le scarpe made in China sono soggette a dazio. “Le conseguenze del dazio imposto da Trump non si sono ancora viste e credo che le vedremo da adesso in poi” afferma Simone. Che poi prosegue: “L’effetto del dazio è stato l’aumento del prezzo di vendita ma per ora stiamo tenendo botta”. Produrre in Cina e vendere in USA mette Woz? al riparo dalle fluttuazioni valutarie visto che pagamenti e incassi vengono effettuati in dollari.
Prezzo competitivo
La produzione cinese offre sicuramente a Woz? la possibilità di avere un prezzo competitivo. “Nel mercato della calzatura il prezzo è importante. In Italia un paio di scarpe che costa 200 euro rappresenta il 10-15% di uno stipendio di un lavoratore. Una percentuale importante che può impaurire il consumatore” sottolinea lo stesso imprenditore toscano. Che evidenzia anche un altro aspetto. Il prezzo competitivo garantisce ai negozianti la possibilità di praticare il ricarico per ottenere l’utile della sua attività. “E quando il negoziante sa che vendendo un paio di scarpe Woz? ottiene il margine desiderato, ha più stimoli per concludere la vendita” osserva Simone.
E sul futuro
“Il 2026? Sarà un anno in cui investiremo per partecipare alle fiere, nel marketing, nella pubblicità con l’obiettivo di farci conoscere. Anche sul mercato italiano, che dà valore all’immagine e al marchio” osserva il CEO di Woz?. “A livello di vendite mi accontenterei di replicare quelle del 2025, vista la situazione geopolitica e i problemi che oggi nel mondo non mancano proprio” conclude Simone Maggini. (mv)
Leggi anche:









