Elche cresce, ma esplode la produzione illegale

Due notizie da Elche, una buona e una cattiva. Il principale distretto calzaturiero spagnolo archivia il 2013 con dati record nell’export, che vale oltre due miliardi di euro, e con un +70% nelle vendite on line. Contemporaneamente, scrive il quotidiano El Mundo, al sommerso, da sempre presente nella regione di Alicante, si è aggiunta l’impresa della contraffazione di qualità, alla stregua di quanto viene segnalato da noi tra Campania, Marche e Puglia. Le ditte che operano nell’illegalità, secondo fonti sindacali, sarebbero raddoppiate, passando dal 26 al 50% sul totale del distretto. “Lavoro in uno stabilimento, guadagno 200 euro a settimana, dalle otto alle dieci ore al giorno” afferma Carlos, nome di fantasia, in una delle interviste raccolte dalle sigle sindacali. “L’attività calzaturiera sta tornando in Spagna, ma le condizioni sono da cinesi”. In più, c’è la produzione “vera” affidata dalle grandi firme del lusso, che però non si distinguono dalle altre. “Conosco fabbriche che hanno lavorato per loro e sono state costrette a chiudere. Ora però operano in nero e fanno prezzi inferiori”. (ag)

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