I calzaturieri auspicano un ritorno delle produzioni in Italia

Nell’ultima assemblea dell’ormai ex direttore Aromatici e nella penultima del presidente Sagripanti, Assocalzaturifici lancia sul piatto il tema del ritorno produttivo in Italia. “Stiamo assistendo – ha affermato Sagripanti – a una chiara inversione di tendenza sul mercato mondiale delle calzature e sulla filiera internazionale della subfornitura. La Cina sarà sempre più un mercato dove vendere e sempre meno ‘solo’ la fabbrica del mondo”. Le buone intenzioni, che stanno diventando realtà negli Usa, sono però ostacolate dalla politica economica europea e dalla forza dell’euro. Sagripanti ha insistito sulla necessità di porre la manifattura al centro dell’azione politica (“Assemblare non basta”), ricordando il successo al primo round sul “made in” obbligatorio, e invitato l’Europa ad applicare la reciprocità: daziare l’import di chi dazia l’export dei nostri prodotti. Ha sottolineato l’operazione Micam Shanghai, sostenendo che è “l’unica fiera a capitale straniero in Cina” dimenticando così Lineapelle Asia, che a ottobre si terrà per il dodicesimo anno consecutivo. Ha infine riproposto l’idea di una “strategia di filiera per il settore” che già gli è valsa la chiusura da parte di Aimpes. All’assemblea, tra gli altri, è intervenuto Mario Boselli, presidente della Camera della Moda, che ha giudicato “buone e coerenti” le nuove date di Micam e invitato i politici italiani a lottare per la svalutazione dell’euro. “Abbiamo il dovere morale – ha dichiarato – di dire che questo cambio è iniquo e blocca il nostro export”. (ag)

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