In Spagna il boom della sneaker si è sgonfiato: nel 2018 import su “solo” dell’1,6%. E JD Sport compra Footasylum

Il boom delle sneaker sta finendo? Alla nostra domanda di copertina del mensile di gennaio, la Spagna risponde con i numeri: le importazioni di scarpe sportive sono triplicate nell’ultimo decennio, ma nel 2018 sono cresciute solo dell’1,6%, dopo quattro esercizi di aumenti a due cifre. Mentre nel 2009 (ultimo anno in area negativa) l’import di sneaker in Spagna valeva 80 milioni di euro, i volumi attuali sono di 630 milioni: il boom vero e proprio si è registrato nel 2014, quando gli acquisti sono saliti del 42%, per poi crescere a due cifre fino al 2017. Il maggior esportatore di sneaker verso la Spagna è il Belgio, con 144,3 milioni di euro di vendite lo scorso anno, 55 volte di più rispetto a dieci anni fa. Come mai proprio il Belgio? Semplice, perché lì c’è l’hub europeo di Nike. Tra i fattori che hanno determinato il rallentamento delle sneaker nel 2018, scrive modaes.es, c’è anche l’Italia, il cui export verso Madrid è sceso del 12,9%. Tra aziende che crescono offrendo paia di seconda mano, il mercato online, fino ai servizi di pulizia, il business attorno alla sneaker è sempre alto. L’ultimo esempio arriva da JD Sports che, attraverso una OPA, acquisterà il 100% della catena britannica di negozi specializzati in calzature e abbigliamento sportivo Footasylum con una valutazione di 105,7 milioni di euro. JD Sports Fashion aveva aumentato la propria partecipazione a oltre il 18% il mese scorso, negando però di aver intenzione di fare la scalata al pacchetto intero. Curiosità: Footasylum è nata nel 2005 per iniziativa di uno dei co-fondatori di JD Sports. (mv)

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