Jones Group riconverte, dallo sportivo al lusso


La ristrutturazione dello sportswear e del dettaglio ha comportato perdite per 80,3 milioni di dollari nel quarto trimestre del 2012 per The Jones Group, ma è stata in grado di riportare un aumento del fatturato dell’8,8% (971 milioni) dovuto ai diritti di licenza e un incremento per azione di 14 centesimi, che ha superato le previsioni di Wall Street.

Jones possiede i diritti su quattro brand della calzatura: Nine West, Stuart Weitzman, Easy Spirit e Anne Klein. Ora sta cercando di spingere altri due marchi minori, Rachel Roy e Brian Atwood. Il colosso della calzatura detiene anche i diritti di due nomi dedicati al denim, L.E.I. e Gloria Vanderbilt.
Il gruppo newyorkese da quattro anni è impegnato nella ristrutturazione delle linee sportive, che ha portato alla chiusura di 500 negozi, 103 dei quali nel 2012, con 50 a rischio quest’anno.
Le sofferenze sono anche il prodotto di una riconversione dallo sportivo alla scarpa di lusso, visti gli ambiziosi progetti espansionistici sulla collezione di Atwood (nella foto), brand conosciuto per i modelli particolarmente sexy. La linea dello stilista ha come mercato principale quello statunitense, a seguire Russia e Asia (specialmente Hong Kong); tra gli obiettivi, il potenziamento in Cina e Brasile.
Wesley Card, amministratore delegato di Jones, da settembre sta imbottendo l’azienda di funzionari in arrivo da aziende del calzaturiero, mentre procede “alla trasformazione dei nostri brand tradizionali. Siamo concentrati sulle innovazioni del prodotto per fornire migliori prezzi d’entrata. L’espansione nella calzatura è innegabile, ma constatiamo la crescita soprattutto nella pelletteria”, continua “e abbiamo appena introdotto con successo diversi nuovi modelli a livello internazionale e siamo ottimisti sulla categoria”. (p.t.)

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