La scarpa italiana nel 2016 cresce (+2,4%) grazie a Firenze, Treviso e Milano. L’ultimo trimestre, però, è critico: crollano le Marche (-12,1%)

Firenze, Treviso e Milano, le prime tre province per volume delle esportazioni, hanno trainato l’export calzaturiero italiano nel 2016, anno che si è chiuso con un aumento dei valori del 2,4% a 9,2 miliardi di euro tra calzature finite e componentistica. Stando ai dati diffusi da Assocalzaturifici, solo +1,1% nell’ultimo quarto trimestre 2016, la percentuale più bassa dei trimestri precedenti. Il Veneto è la prima regione e pesa il 27% dell’export totale, mentre Firenze è la prima provincia. Proprio Firenze (+6%), insieme a Treviso (+6,1%) e Milano (+10%) ha registrato delle buone performance, mentre la maglia nera va alle Marche con un calo del 6,7%, che arriva al -11,7% nell’ultimo trimestre. Numeri in linea con quelli del Monitor dei Distretti elaborato da Intesa Sanpaolo, secondo cui la scarpa fermana perde il 12,1% di export nel quarto trimestre 2016, chiudendo l’anno con un fatturato di 1.399 milioni di euro, 103 milioni in meno rispetto al 2015 (-6,9%). Le aspettative per la prima parte del 2017, pur se poco esaltanti, risultano orientate alla “stabilità”, per l’export, gli ordini, la produzione e l’occupazione. (mv)

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