Louis Vuitton, la Procura di Venezia apre un fascicolo sullo stabilimento calzaturiero di Fiesso d’Artico

Un’indagine relativa ai contributi pubblici per gli stage è all’origine del procedimento aperto dalla Procura della Repubblica di Venezia contro Manufacture de Souliers Louis Vuitton, la sede calzaturiera del gruppo francese in Riviera del Brenta.

Nelle scorse settimane, scrive il Corriere del Veneto, sul tavolo del procuratore aggiunto Carlo Mastelloni è infatti arrivata una dettagliata relazione della Direzione provinciale del lavoro di Venezia, che nel corso di un’ispezione di routine ha trovato qualcosa che non va: si ipotizza che siano stati percepiti in maniera indebita dei contributi pubblici destinati a stage e tirocini.
All’azienda viene contestata l’adozione di una procedura anomala: sarebbe stata la maison infatti a indicare al Centro per l’impiego provinciale i nomi dei possibili candidati per il proprio stabilimento (14 mila metri quadri a Fiesso d’Artico) selezionandoli tra i migliori curricula pervenuti, mentre invece la normativa per accedere a fondi stanziati dalle Regioni (e tra queste il Veneto) prevede che siano gli stessi centri a selezionare i candidati tra le liste di disoccupati e neolaureati, che hanno bisogno di acquisire professionalità.
La Direzione provinciale del lavoro contesta perciò a Manufacture de Souliers di aver violato le regole del tirocinio. Alcuni stagisti, riporta il quotidiano veneto, avrebbero confermato di essere stati impiegati come dipendenti a tutti gli effetti.
“Siamo convinti che gli accertamenti confermeranno che Mslv ha sempre agito correttamente e in accordo con le leggi italiane” replicano i legali dell’azienda. (a.g.)

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