Marche, troppo lavoro nero

Boom di lavoro nero tra Ascoli Piceno e Fermo, dove si trova quasi un irregolare su due dell’intera regione Marche. E’ quanto emerge da un’elaborazione dell’Ires Cgil. Dai controlli effettuati dagli ispettori della Direzione regionale del Lavoro delle Marche, 4.143 imprese su 6.278 (il 12% delle 50 mila aziende con almeno un dipendente della regione), ossia due su tre, non sono in regola con le normative. Nelle province di Ascoli Piceno e Fermo la situazione è particolarmente grave: 1.466 le aziende irregolari, pari al 35,4% del totale marchigiano, e 4.605 i lavoratori, il 46,9% del totale regionale. Tra questi, 400 quelli assunti “in nero”, la maggior parte nel terziario e a seguire l’industria, con la calzatura che occupa il secondo posto in graduatoria, preceduta dall’edilizia. Nelle Marche, dei 22.680 addetti in forza alle imprese controllate, 9.827 sono risultati irregolari e 1.523 totalmente assunti in nero. Sono stati recuperati 2,2 milioni di euro di contributi ed elevate multe per 1,2 milioni di euro.

Il dibattito è aperto: economisti e imprenditori danno la colpa alla eccessiva pressione fiscale e previdenziale che rende difficile alle imprese nostrane essere davvero concorrenziali sul mercato, spingendole fuori legge per sopravvivere; mentre i sindacati si scagliano con forza contro quegli imprenditori inadempienti che decidono di fare i furbi e non rispettare le regole. (m.v.)

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