New Balance fa lobbying sull’esercito

Quindici senatori Usa hanno inviato una lettera al presidente Barack Obama in cui lo sollecitano ad estendere il cosiddetto “Berry Emendament” agli acquisti di calzature sportive dell’esercito. L’obiettivo è quello di stimolare la produzione made in Usa di sneaker e quindi la creazione di posti di lavoro. In realtà, dietro la richiesta ci sarebbe la mano di New Balance, unico manifatturiero di calzature sportive rimasto nel Paese. “Possiamo accrescere la creazione di posti di lavoro nella settore calzaturiero statunitense senza nessun aggravio per il governo federale semplicemente istruendo il ministero della Difesa ad allinearsi alla politica adottata per altre calzature, come ad esempio gli stivali tipo combat, scarpe da servizio e altri capi d’abbigliamento” scrivono i senatori nella missiva del 18 aprile. New Balance produce tra l’altro anche combat boots (nella foto). La legge Berry è nata nel 1941 per assicurarsi che i militari operassero, quando possibile, con equipaggiamento e abbigliamento manufatti negli Usa, ma negli ultimi undici anni la norma è caduta in disuso nell’acquisto delle calzature. Al momento, il personale militare riceve un contributo per l’acquisto delle scarpe sportive che può essere di qualsiasi provenienza. L’importo speso per questa voce dall’esercito è di 15 milioni di dollari, mentre dallo scorso ottobre alle aziende statunitensi sono andate forniture per 36 milioni per le combat boots. L’intenzione è anche quella di rilanciare l’economia del Maine, dove ha sede New Balance, azienda che si avvale nello Stato di 900 dei suoi 1350 fornitori. (p.t.)

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