Nike ottiene benefici fiscali dallo Stato dell’Oregon


L’Oregon cambierà la normativa fiscale per evitare che Nike accetti le offerte da altri stati e trasferisca fabbriche e uffici. La multinazionale impiega infatti 8mila dipendenti nell’area di Beaverton dove ha costruito il quartier generale nel 1990.
Nike ha comunicato al governatore John Kitzhaber che non accetterà il previsto aumento della pressione fiscale e il governatore ha convocato per domani una sessione legislativa straordinaria per venire incontro alla richiesta. Il gruppo dello sport non chiede incentivi o detassazioni, ma esige che continui ad essere applicata l’attuale normativa fiscale ad una cifra che prevede il prelievo sul prodotto venduto e non sul numero dei dipendenti o sul capitale impiegato. In cambio, promette di investire 150 milioni di dollari nei prossimi cinque anni e di assumere 500 oregoniani.
Il governatore si sta affrettando a convincere il parlamento di Salem. Ha infatti calcolato che l’espansione di Nike apporterebbe 12mila posti di lavoro e garantirebbe all’economia locale due miliardi di dollari in effetti finanziari collaterali entro il 2020. Gran parte riguarderebbe l’indotto, come quello dell’edilizia, con un impatto di 2900 posti e 440 milioni.
La legge garantirebbe uguale trattamento a qualsiasi azienda offra occupazione a 500 cittadini e investimenti minimi da 150 milioni, ma è chiaramente tagliata su misura per Nike.
Kitzhaber aveva convocato la sessione parlamentare per il 14 gennaio ed è stato costretto ad anticiparla quando la società di Beaverton gli ha comunicato che desiderava una risposta entro l’anno. Il governatore non ha scelte: “La mia priorità è far tornare i miei cittadini al lavoro”. Un dipendente Nike guadagna mediamente 100mila dollari all’anno, cifra doppia del salario medio nello Stato. (p.t.)

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