Obuv positivo, ma da anticipare

“L’Obuv (che si chiude oggi a Mosca n.d.r.) è una fiera che arriva troppo tardi. I buyer più importanti hanno già terminato il budget di acquisto mentre quelli piccoli sono in difficoltà. Allora è necessario posizionarla 15 giorni dopo il Micam. Dobbiamo rinnovarla per stare al passo con il mercato russo, ormai allineato con tutti gli altri mercati, e per dare a tutti l’opportunità di vendere”. Da Mosca, Ronny Bigioni della Rdb di Montegranaro, responsabile del Laboratorio Russia in seno all’Assocalzaturifici, lancia la sua proposta; anche perché, aggiunge “La Russia l’unico mercato in grado di acquistare un alto numero di paia a un prezzo pieno”. La fiera ha confermato lo strapotere dei marchi storicamente presenti in Russia, agli altri restano le briciole. Marino Fabiani di Fermo, uno dei più affermati, afferma: “I clienti arrivano dopo una stagione estiva non esaltante e con una invernale che non è ancora partita in pieno (a Mosca c’è il sole e la temperatura è mite), per cui hanno dei budget ridotti per non esporsi troppo finanziariamente. Chi produce una scarpa di fascia alta e lusso non ha i problemi di chi invece realizza un articolo di fascia media, ma è soprattutto il rapporto di fiducia tra compratore e venditore a fare la differenza”. (mv)

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