Proteste in piazza in Cina, arrestati 48 calzaturieri

Dura reazione delle autorità cinesi alla clamorosa protesta messa in atto una decina di giorni fa a Wenling, nella provincia orientale del Zhejiang, da migliaia di proprietari di calzaturifici minacciati di chiusura a causa di una direttiva pro sicurezza delle autorità locali. La polizia ha reso noto di aver arrestato 48 dei proprietari protagonisti della manifestazione, peraltro svoltasi in modo del tutto pacifico, e di averne citati in giudizio altri 184. A scatenare la protesta dei calzaturieri, una direttiva approvata dal governo locale riguardante l’annunciata chiusura di 4559 calzaturifici medio-piccoli sui circa 6000 presenti nell’area, dove l’80% delle aziende sono piccole o anche micro, in cui i locali fungono da centro di produzione, magazzino e residenza dei dipendenti. Le autorità hanno già provveduto a demolire più di 262 mila mq di strutture costruite illegalmente o comunque ad alto rischio di incendio; 3805 residenze di privati affittate a lavoratori dei calzaturifici sono state sgomberate. Secondo le nuove disposizioni, è previsto che le singole realtà produttive potranno rientrare in attività solo dopo aver ottenuto nuove licenze dimostrando di rispettare tutti i canoni di sicurezza previsti dalla legge, quelli relativi alle norme antincendio e quelli riguardanti la sicurezza sul lavoro. (ap)

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