San Mauro: grandi ok, piccoli ko

Il polo della scarpa di San Mauro Pascoli va a due velocità: da una parte i grandi marchi che fanno affari, dall’altra le medie e piccole imprese che arrancano. Ad affermarlo è un’analisi sulle aziende calzaturiere, realizzata della Cna provinciale, che raggruppa il 37% dell’intero distretto del Rubicone, per lo più imprese di micro e piccole dimensioni che lavorano conto terzi nella filiera e alcuni calzaturifici più strutturati che producono per marchi prestigiosi. Da un confronto fra studi di settore e dati di bilancio degli anni 2008-2010-2012, emergono due dati significativi, afferma l’associazione: da un lato il numero degli ordinativi rimane pressoché invariato, dall’altro la redditività delle aziende si riduce drasticamente. Mettendo a confronto il 2012 con il 2010, la redditività diminuisce del 26,5% (valore reale tenuto conto del tasso di inflazione), mentre confrontando il 2012 con il 2008 la diminuzione supera addirittura il 41%. Tutto questo di fronte a un quadro che registra nei primi sei mesi del 2012 un incremento del 20% delle esportazioni da parte dei grandi gruppi. “L’immagine che ne possiamo trarre quindi è quella di un territorio che viaggia a due velocità, un territorio dove ci sono imprese che hanno performance positive e imprese che ogni giorno combattono contro prezzi di remunerazione delle loro lavorazioni sempre più bassi (spesso invariati da 5 anni a questa parte) che li porterà inevitabilmente alla chiusura”, afferma Roberta Alessandri, presidente di Cna Federmoda Forlì-Cesena (nella foto). “Continuando di questo passo, ci sarà inevitabilmente una perdita delle maestranze e un impoverimento dell’intera filiera che, con il suo saper fare, fino a oggi ha contribuito a portare ai massimi livelli la fama di questo distretto nel mondo”. (f.f.)

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