Secondo giorno all’Obuv, il lavoro decolla

Dopo una giornata inaugurale sotto tono, il secondo giorno della fiera Obuv, in corso di svolgimento a Mosca, ha rimesso le cose a posto. Si è rivelata corretta la giustificazione della scarsa affluenza del lunedì, giornata che i moscoviti non amano trascorrere in pieno al lavoro. Di ritorno dal weekend magari trascorso fuori città, nonostante la neve, la ripresa delle attività lavorativa è molto lenta, così ieri la fiera della calzatura e della pelletteria ha tradito le attese. Pochi i visitatori, in pratica solo quelli che avevano già fissato gli appuntamenti negli stand. “L’impressione condivisa con altri espositori è che ci sia stata poca gente e che qualche espositore abbia lavorato molto poco” ci dice Sauro Pieroni del calzaturificio Kelton di Monte Urano. “La neve ha influito sulle presenze? No, non credo. Qui sono abituati al freddo, e poi le strade sono pulite. Non c’è nessun disagio per chi vuole venire in fiera”. Diversi criticano la scelta di far iniziare la rassegna il lunedì: “L’Obuv è sempre iniziato il martedì e invece questa volta hanno cambiato data. Una scelta che, a quanto pare, non è stata vincente” osserva Barbara Scheggia del calzaturificio Spring di Montegranaro. Oggi invece la fiera si è animata e hanno preso quota anche gli affari. “Non ci possiamo lamentare, perché abbiamo avuto molti visitatori. Guardiamo con ottimismo anche ai prossimi giorni” ha detto Barbara Muzi, del calzaturificio Nando Muzi di Sant’Elpidio a Mare. Oggi soprattutto gli stand dei calzaturifici marchigiani più noti, che da anni lavorano con il mercato russo, erano pieni di visitatori, confermando il trend positivo che si era visto anche nel corso dell’ultima edizione del Micam. Gli operatori confidano che dopo aver perso il primo giorno, domani e dopo domani possano essere giornate di fruttuoso recupero. (m.v.)

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