Usa, continua la fuga calzaturiera. Resta solo New Balance tra i big della produzione interna

L’ultimo rapporto di Ibis World, azienda di ricerche di mercato specializzata, fotografa il mondo della calzatura statunitense. “Molte aziende che producevano scarpe hanno abbandonato la manifattura – afferma l’analista Nikoleta Panteva – e si sono concentrate su altri aspetti del settore, specialmente design, ingrosso e diffusione dei brand”. Il primo dato: la produzione ha accusato una contrazione del’1,4%. La sola azienda che sembra ruggire è New Balance la quale, da sola, sostiene il 25% dell’intera manifattura statunitense mentre, a giudizio di Ibis, il mercato domestico continua a richiedere un ammontare crescente di calzatura a basso costo “che oggi alimenta il mercato al 95%”. Il trend continuerà a spostare all’estero la produzione “mentre gli operatori del medio si dirigeranno verso mercati di nicchia, specialmente l’high-end o quelle in cui la manifattura specializzata gioca un ruolo significativo”. Nel 2013 ci si attende un lieve ribasso, superiore all’1%, che dovrebbe condurre la produzione sotto il livello dei 2 miliardi di dollari. Altro dato: dal 2008 il calzaturiero ha perduto 112 aziende (da 890 a 798): “Molti operatori che si sono affacciati sul mercato non disponevano di una significativa distribuzione, né di contratti con importatori ed erano incapaci di esportare. Hanno visto assottigliarsi i margini di profitto e sono stati naturalmente espulsi dal mercato” conclude l’analista. (p.t.)

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