Usa, più scarpe vendute al dettaglio


Dopo i dati confortanti appena rilasciati da diverse aziende manifatturiere (ultima Brown Shoes), è il dettaglio  a sfornare indicazioni confortanti.
Nel terzo trimestre, Shoe Carnival ha riportato ricavi in aumento del 17%, con vendite per 244,4 milioni di dollari. Cliff Sifford, l’amministratore delegato, attribuisce i numeri agli acquisti azzeccati “per le vendite pre-scolastiche anche in termini di trend, all’apertura di nuovi negozi (11, di cui due a Portorico) e all’opera di marketing”.
Cifre esaltanti per Designer Shoe Warehouse, che dalle parole del presidente, Mike MacDonald, ha accresciuto gli affari per il tredicesimo trimestre consecutivo grazie anche “all’apertura di 26 nuovi negozi”. Le vendite sono aumentate dell’11,7% (593 milioni), con profitti di 119 milioni. La notizia è stata accolta da Wall Street con un balzo dell’8% del titolo.
Super proficuo anche il trimestre per Foot Locker: utili in crescita del 60,3% (106 milioni) a fronte di vendite per 1,52 miliardi (+9.3%). Il presidente, Ken Hicks, indica nelle scarpe da basketball e da corsa il fattore determinante: “Più gente indossa sneaker di quanto non avvenisse un anno fa e ci aspettiamo che il consumo cresca con la presa di coscienza dei concetti di benessere e forma fisica”.
I dati esplosivi sono così giudicati dagli analisti, di cui si fa portavoce Michael Binettidi Ubs Investment Research: “Foot Locker è spinta da diversi motori che porteranno benefici nelle vendite durante il 2013, come la crescita del ramo Europa, l’accordo con Nike per i prodotti della Nfl shop, la nuova immagine di Champs e la linea per donna Six:02”. Profitti anche per la più piccola catena Tilly (casa madre in California, 126 negozi in 11 stati): vendite per 124 milioni (+ 16,4%) e + 16,6% nei profitti lordi. (p. t.)

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