Walter da Silva, dalle auto da corsa alle calzature da donna. Semplicità e altezze moderate guidano la penna del designer

Linee pulite, essenziali, le stesse che usava per le auto. Anche se non lo segue più per disegnare bolidi a quattro ruote, il designer Walter da Silva (nella foto) si affida sempre allo stesso concetto per realizzare opere senza tempo: “Less is more”. Adesso i suoi progetti prendono vita ai piedi delle donne in scarpe da sera che non devono pesare più di 170 grammi, non devono avere la zeppa e il tacco non può superare i 10,5 centimetri. Perché “meno c’è e meno può invecchiare” come spiega in un’intervista al Corriere della Sera. Il designer racconta la sua trasformazione, una scelta di vita che l’ha portato ad abbandonare l'”inferno” della progettazione di auto per cui aveva la responsabilità di duemila persone e che lo costringeva a prendere fino a quattro aerei al giorno per spostarsi. Per da Silva, però, non si è trattato di un salto nel vuoto: la famiglia possedeva il calzaturificio Scola, chiuso nel 1954, e poi il negozio Turci a Porta Genova, a Milano, che vendeva scarpe da donna. La madre di da Silva disegnava calzature femminile e della produzione di scarpe ricorda ancora “l’odore del mastice e della pelle”. A 65 anni da Silva si è re-inventato. (art)

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