Accordo tra Cina e Tanzania per le pelli finite

La recente visita del presidente Xi Jinping ha aperto la porta alla definizione di un accordo tra Cina e Tanzania per l’export di pelli conciate nel Paese africano. Sono così cadute le barriere che Pechino aveva eretto rispetto all’import da Dar Es Salaam e che costringevano gli importatori asiatici a ricorrere a una triangolazione con altri Stati: in particolare, sottolinea il sito All Africa, con l’Italia.
L’ambasciatore cinese, Lu Youqing, ha detto che il suo Paese conosce le potenzialità della pelle conciata in Tanzania, ma non è mai riuscito sfruttarne il potenziale a causa della mancanza di un’intesa bilaterale.
“L’accordo dovrebbe aumentare il volume corrente commerciale, che ha raggiunto 2,5 miliardi di dollari nel 2012”, ha affermato Lu. L’industria del cuoio tanzaniano ha subìto gravi difficoltà per un lungo periodo di tempo, per effetto di tassazione elevata e contrabbando. Il 90% delle pelli che attualmente escono dal paese sono allo stato grezzo.
La Tanzania è in grado di fornire al mercato 2,8 milioni di pelli bovine, 3,8 milioni di pelli caprine e un milione di ovine. Ci sono otto concerie nel Paese, con una capacità complessiva di 73,9 milioni di metri quadrati, sfruttata per meno del 50%.

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