Africa conciaria: la Namibia avrà un distretto, il Kenya propone un dazio

La Namibia si prepara a costruire il suo primo parco industriale della pelle. Il ministro all’Industria Tjekero Tweya ha illustrato stato dell’arte e prospettive del progetto di sviluppo dei distretti nell’intero Paese, sottolineando che la costruzione di piccoli parchi in alcune città o regioni della Namibia sia già stato avviato, mentre in altri casi si stanno valutando i progetti di cooperazione tra pubblico e privato, il cosiddetto PPP, a causa di una riduzione del budget a disposizione per la realizzazione del progetto complessivo. È questo il caso della filiera della pelle. Stando a quanto riporta il sito di informazione namibian.com.na, il viceministro Michael Humavindu ha spiegato che la riduzione dei fondi sta costringendo a ripensare l’organizzazione dei parchi, ma che attraverso il PPP si dovrebbe arrivare alla costituzione del distretto conciario nella regione di Kavango, mentre il progetto per una conceria nella città di Tsumeb sarebbe già in corso di valutazione.

Inquietudine keniota
Pelle sotto i riflettori anche in Kenya, dove il governo ha proposto l’introduzione di un dazio del 10% sull’esportazione di wet-blue e crust. La proposta, scrive il quotidiano locale The Star, è attualmente sui banchi del Parlamento e verrà presto discussa, mentre alcuni player del settore già manifestano il timore per una diminuzione ulteriore dei prezzi d’acquisto del grezzo seguendo la tendenza già colta da anni sui mercati internazionali. È stato invece accolto favorevolmente l’annuncio arrivato giovedì scorso da parte del segretario di Gabinetto del ministero del Tesoro, Henry Rotich, dell’apertura di una nuova azienda di pelletteria nella zona di Olkaria, a Sud del lago Naivasha. L’investimento complessivo sarebbe di poco meno di 11 milioni di dollari, circa 9,7 milioni di euro. (art)

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