Argentina, gli allevatori riscoprono la tradizionale concia al vegetale

Per gli allevatori di Misiones la pelle è una nuova opportunità di lavoro

Rilanciare la concia di pelli ovine riscoprendo antiche tecnichegreen” e promuovendo nuove opportunità di lavoro. Sono gli obiettivi su cui in Argentina hanno sviluppato il progetto di formazione dedicato agli allevatori di Garupá, Candelaria, Fachinal, Profundidad, Cerro Corá e San José, sei villaggi della provincia di Misiones. L’iniziativa, lanciata nel 2016 dall’Istituto nazionale di Tecnologia Agricola (INTA) e dall’Istituto per lo sviluppo agricolo e industriale (IFAI), ha lo scopo di sostenere i produttori locali non solo garantendo un certo aiuto economico, ma anche fornendo corsi di formazione, tra cui quello dedicato al mondo della concia. In particolare, durante il percorso, sono state analizzate le tradizionali tecniche di lavorazione della pelle usate nella regione, dove per il processo conciario si utilizzavano ad esempio gusci della pianta di urunday o del curumbay, da noi noto come vilca, tuttora considerate soluzioni economiche ed ecologiche. “Nel 2016 abbiamo pensato di aggiungere valore ai prodotti derivati dalle pecore e, dal momento che i produttori non avevano mai guardato alle pelli come una fonte alternativa di reddito, abbiamo proposto di svolgere attività di formazione – spiega Silvia Chiapetta, coordinatrice del progetto per INTA, al quotidiano online Super Campo -. Per questo abbiamo convocato un insegnante e abbiamo lavorato per nove giorni affinché i produttori seguissero l’intero processo, dal macello al prodotto finale, di capre, pecore, cavalli, bovini e maiali”. All’iniziativa hanno aderito 22 allevatori, a cui il corso ha stimolato ricordi persi nella memoria e mostrato nuove soluzioni di business. “Mio nonno era un artigiano e mio padre lavorava la pelle, quindi da bambino ho visto il processo di concia al vegetale – racconta sempre sulle pagine del quotidiano locale Cacho Aciar, insegnante -. L’esperienza a Misiones è stata eccellente, ha stimolato il mio interesse e ho visto il desiderio di queste persone di imparare e crescere approfittando di ciò che hanno”. (art)

Foto da Infocampo

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