Crisi alla conceria Ambra

Futuro a rischio e lavoro incerto. Accade ai 50 dipendenti della conceria Ambra di Chiampo, in provincia di Vicenza. Dei 110 dipendenti originari, circa 45 sono passati negli ultimi mesi ad altre società del settore, collegate alla proprietà dell’azienda. Secondo i sindacati, la forza lavoro attuale è composta da 18 persone occupate nel reparto tintura e da altri 47 lavoratori che sono attualmente in cassa in deroga fino a luglio. Al termine di questo periodo, la speranza per i sindacalisti è quella di ottenere una cassa straordinaria della durata di un anno. Da un accordo tra azienda e sindacati sono state inoltre concordate 15 mobilità volontarie per persone vicine alla pensione. Secondo i sindacati però è difficile che, una volta terminata la cassa integrazione, l’azienda possa ricominciare la propria attività; lo spettro è quello della chiusura e dei licenziamenti. Anche perché le vicende lavorative si incrociano con quelle giudiziarie. Il 17 ottobre scorso infatti sono stati rinviati a giudizio quattro imprenditori conciari e un commercialista, accusati di una serie di violazioni fiscali, attraverso l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti pari a quasi 13 milioni di euro fra il 2004 e il 2008. (m.c.)

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