Fucecchio, Consorzio di depurazione sotto accusa. La Gdf sequestra beni per 18 milioni di euro

L’accusa è pesante: il Consorzio Conciatori di Fucecchio avrebbe sversato 5 milioni di metri cubi di liquami industriali senza depurarli o facendolo solo in parte, per risparmiare sui reagenti. Lo ha comunicato ieri la Guardia di Finanza di Empoli in una conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli dell’operazione. I fatti risalgono al periodo compreso tra 2006 e 2012: a insospettire fu una moria di pesci nel torrente Usciana, affluente dell’Arno. Secondo le Fiamme Gialle, il mancato smaltimento avrebbe consentito al Consorzio, di abbattere costi di lavorazione per 1 milione e 350mila euro, costi di smaltimento dei fanghi per oltre 3 milioni e di percepire ingiusti profitti per circa 14 milioni di euro. Dall’ottobre 2012 sono indagati il presidente Massimo Banti, il direttore generale tecnico Claudio Botrini, il responsabile della manutenzione Guido Morelli e il capo impianto Marco Bocelli, tutti dimessi a suo tempo dagli incarichi. Ieri mattina, dando esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal gip di Firenze, Fabio Frangini, su richiesta del pm Tommaso Coletta, i finanzieri hanno sequestrato beni immobili e terreni tra Fucecchio e Santa Croce sull’Arno, conti correnti bancari e partecipazioni societarie per 18 milioni e 250mila euro. La Gdf sostiene che il Consorzio di Fucecchio sarebbe sempre risultato in regola con la depurazione perché i dipendenti, su disposizione dei responsabili, provvedevano immediatamente prima dell’arrivo dei tecnici incaricati del controllo a svuotare il campionatore dell’acqua inquinata e ad inserirne di pulita.

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