Indiani senza corrente, ferme le concerie

Potrebbe durare un intero anno il parziale black-out a cui è sottoposto il Tamil Nadu, una delle aree a maggiore concentrazione manifatturiera in India, sede di decine di concerie di piccole e medie dimensioni.

L’intermittenza con cui viene erogata l’energia elettrica, iniziata la scorsa primavera, ha causato la perdita dei maggiori clienti, che si sono diretti su altri centri conciari come Kampur, Agra e Kolkata, mettendo in ginocchio un settore già provato dalla diminuzione degli ordini in arrivo dall’Europa. Tamil Nadu produce infatti il 50% del conciato indiano, di cui il 90% è diretto all’estero.
La notizia è stata ufficializzata dal presidente del Council for Leather Exports, Rafequee Ahmed. “Abbiamo subìto dei repentini aumenti dei prezzi – specifica Ahmed – e sono poche le concerie che si possono permettere l’acquisto di un generatore. Nessuno ha fornito una risposta dall’ufficio statale dell’energia”, a cui è stata richiesta un’erogazione superiore di almeno 3000 megawatt. L’occupazione è diminuita di circa 10 mila unità nello Stato posto all’estrema punta meridionale del Paese, di fronte allo Sri Lanka.
Alla vigilia dell’India International Leather Fair, che si terrà a Chennai dal 31 gennaio al 3 febbraio, i problemi di produzione si riflettono “sulla capacità di consegnare i nuovi campioni. Questo fatto penalizza gli esportatori del Tamil Nadu, per i quali è compromessa l’opportunità di agganciare nuovi clienti” conclude Ahmed. (p.t.)

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