La conceria Curtume CBR attira di nuovo l’attenzione. Dopo oltre 4 anni è di nuovo protagonista di un esproprio. La provincia di La Rioja ha emesso un atto secondo cui 48 beni di proprietà della conceria passano sotto il controllo pubblico. Con questo provvedimento, l’ente argentino mira a garantire la continuità della produzione. La conceria avrà dieci giorni di tempo per presentare obiezioni.
L’odissea di Curtume CBR
Nell’ottobre 2021, Curtume CBR di Chilecito era stata oggetto di un esproprio. Protagonista: sempre l’autorità provinciale e sempre per garantire la continuità produttiva dell’azienda. Dopo oltre 4 anni la storia si ripete. La provincia di La Rioja ha emesso un ordine di esproprio d’urgenza nei confronti dell’azienda per poter “riattivare l’attività produttiva”. Lo scrive il giornalista Eduardo German nel proprio blog.
Arriva un altro esproprio
Nell’atto di esproprio figurano 48 beni, tra carrelli elevatori e veicoli industriali, per un valore complessivo di 60 milioni di pesos (poco meno di 3 milioni di euro) che passeranno sotto il controllo pubblico. Nello stesso atto viene indicato che la conceria argentina avrà a disposizione 10 giorni lavorativi per comparire dinanzi alla Segreteria dei Beni Immobili e presentare obiezioni. Il sito produttivo di Chilecito è stato al centro di diverse controversie sindacali e finanziarie negli ultimi anni. L’esproprio è la soluzione individuata dalle autorità argentine per garantire la continuità della produzione e con essa il lavoro ai dipendenti. (mv)
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