Marocco: la conceria tradizionale di Fès verso la chiusura


L’antica conceria tradizionale di Chouwara a Fès, 12 secoli di storia (sarebbe la più vecchia del mondo) rischia la chiusura.
Meta ineludibile per i turisti che visitano la casbah di Fez, patrimonio mondiale dell’Unesco, la conceria Chouwara conta un centinaio di operai e 1200 bacini a cielo aperto ripartiti in quattro zone per circa quattro ettari.
Il rischio immediato viene dalla insufficiente se non assente manutenzione degli impianti, molti dei bacini rischierebbero di cedere. Poi ci sono le condizioni di lavoro degli operai, che guadagnano meno di dieci euro al giorno per lavorare a contatto fisico diretto con materie chimiche come calce, coloranti, tannini, esponendosi a rischi di malattie croniche senza disporre di assistenza sanitaria. Le cause? Non solo la crisi del turismo e del conseguente calo delle vendite di prodotti in pelle, ma soprattutto la concorrenza di nuove strutture industriali e, dicono lavoratori, il “monopolio” del commercio delle cortecce di mimosa che metterebbe il mercato dei tannini naturali in mano ad un cartello di tre sole imprese.
I lavoratori invocano l’aiuto del governo, di cui lamentano l’inerzia. Governo che, riferisce France Presse, avrebbe promesso un aiuto di un quattro milioni di euro da condividere con altre due concerie più piccole, per migliore igiene e sicurezza.
Secondo le statistiche ufficiali la filiera pelle porta al Marocco il 7% dei posti di lavoro e il 4,5% delle esportazioni industriali. (c.p.)

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