Nel 2025 la Cina trascina giù l’export della pelle francese

Nel 2025 la Cina trascina giù l’export della pelle francese

Nel 2025 la Cina trascina giù l’export della pelle francese. Nei primi dieci mesi del 2025 le esportazioni di pellami grezzi, pellami finiti, calzature e pelletteria hanno tutte una percentuale negativa. Così come sono in calo le esportazioni di tutti i principali mercati asiatici, che vengono ritenuti dagli esperti la prima causa del rallentamento della pelle francese. Ecco tutti i numeri dell’osservatorio economico di Alliance France Cuir.

Giù l’export della pelle francese

Da gennaio a ottobre, l’export francese di pellame grezzo è rimasto stabile rispetto all’analogo periodo del 2014. Ed è il dato più positivo. Le esportazioni dell’industria conciaria si sono ridotte del 4%, quelle della calzatura del 3% e, infine, la pelletteria registra un -4%. Il fatturato delle imprese dei vari settori: -10,7% per le concerie, -5,6% per i calzaturifici e +4% per le pelletterie. Alliance France Cuir attribuisce questo scenario non brillantissimo alla contrazione dell’export verso Cina e Hong Kong. Che nel 2024 sono stati di gran lunga il primo mercato di destinazione dei prodotti in pelle francesi con 4 miliardi di euro. Surclassando USA (2,4 miliardi) e Italia (1,9 miliardi). Il fatturato è composto per l’85% dalla pelletteria e per il 12% da calzature.

 

 

Cambia il vento asiatico

Ma nei primi dieci mesi del 2025 è stata registrata una contrazione dell’export verso l’Asia dell’8%: Giappone -9,5%, Corea -7,5%, Hong Kong -5,5% e Cina -4,6%. In valore pesa molto di più Pechino. Il perché della contrazione dei consumi in Cina sono ben noti, tra cui la crisi immobiliare che induce i cinesi a risparmiare. Amélie Landmann, della Camera di commercio e industria di Parigi-IDF, ritiene che “non si tratta di una crisi dei consumi: si tratta di un cambiamento duraturo di modello, che pone fine a quasi 20 anni di ipercrescita”.

I motivi

Tra le varie cause del blocco dei consumi c’è la vergogna del lusso e il “Guochao”, il sentimento nazionalistico per cui il consumatore propende per prodotti made in Cina. E anche gli stimoli al consumo provenienti dal governo centrale non hanno ottenuto molti risultati. “I consumatori ora cercano prodotti che suscitino una certa emozione, un’esperienza, un prodotto di nicchia con una forte artigianalità e una forte narrazione “, conferma Amélie Landmann. Che prosegue: “Sono anche estremamente informati e leggono tutto sul prodotto, comprese le recensioni”. In questo contesto, conclude Alliance France Cuir: “l’industria della pelle francese deve trovare le chiavi per consolidare le sue posizioni sul mercato cinese”. (mv)

Foto Alliance France Cuir

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