Paycueros, i sindacati ora se la prendono pure col governo

Paycueros, i sindacati ora se la prendono pure col governo

Cresce la tensione intorno alla conceria Paycueros a Paysandú (Uruguay). I sindacati sono sul piede di guerra: accusano l’azienda di prendere decisioni unilaterali e ora se la prendono pure col governo (che convocherà esponenti del gruppo Sadesa, azionista della conceria).

La crisi della conceria

Il gruppo argentino Sadesa ha filiali in Uruguay, Paraguay, Vietnam e Thailandia. In Uruguay, opera attraverso la controllata Paycueros, che impiega 220 persone. Di cui attualmente 86 sono in cassa integrazione. La situazione è instabile perché periodicamente Paycueros richiede ammortizzatori sociali, senza consultarsi con le parti sociali. Inoltre, lamentano ancora i sindacati, l’azienda ha interrotto ogni forma di comunicazione con loro e si rifiuta di negoziare i contratti collettivi scaduti. Secondo quanto ha riferito Antonio Ferreira, presidente del sindacato UTP, il mancato rinnovo genera una riduzione del 17% dei salari, riporta El País. Ferreira ha anche incontrato il ministro del Lavoro e della Sicurezza Sociale, Juan Castillo, che ha promesso di convocare i dirigenti della conceria.

 

Ora se la prendono pure col governo

Dalla stampa locale si apprende che Paycueros produce circa 35.000 pelli al mese: meno della metà della sua capacità produttiva. Circa 20.000 pelli lasciano lo stabilimento in direzione Cina allo stato grezzo, sotto sale (fonte PIT-CNT): lo ha confermato a La Diaria anche il presidente della commissione della Camera Gabriel Otero. Rinunciando a vendere materiali finiti, lamentano ancora i sindacati, la conceria non aggiunge valore al prodotto e non occupa i dipendenti. Le organizzazioni dei lavoratori alzano la voce contro il Ministero dell’Industria, reo di aver concesso a Paycueros incentivi fiscali per 16 milioni di dollari nel 2024 per gli investimenti in nuovi macchinari. Il sindacalista Ferreira ha tuonato: “Se ci sono così tanti investimenti, che mantengano i posti di lavoro!”. Lo stesso Ferreira ha detto che il ministero analizzerà gli incentivi concessi per accertare eventuali irregolarità. (mv)

Foto d’archivio

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