Pelle d’Egitto: nella tomba di Hetepet (2400 a.C. circa) scoperte raffigurazioni conciarie

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Tra le scene di vita quotidiana raffigurate all’interno della tomba egizia anche la macellazione di bovini e la lavorazione del pellame. È quanto è stato scoperto all’interno di una tomba risalente alla V Dinastia (2400 a.C. circa) effettuata nella necropoli occidentale di Giza. La tomba scoperta è di Hetepet, donna che si fregiava dei titoli di Sacerdotessa di Hathor e Conoscente del Re. A colpire di più archeologi ed egittologi è la perfetta conservazione delle pitture parietali, dai colori ancora vividi, dove sono ritratti uomini e donne che pescano, cacciano, coltivano i campi, intrecciano canne di papiro per la realizzazione di barche, danzano, suonano e portano doni a Hetepet. Tra queste scene ce n’è una dove viene raffigurata la macellazione di un bovino e poi la lavorazione del pellame che già a quel tempo era sviluppata. Gli Egizi conciavano le pelli trattandole con oli vegetali e grassi animali; le pulivanocon raschiatoi dai residui di grasso e carne dopo di che erano tese su telai ed immerse in un bagno di materie grasse. Dopo essere state ritirate dal bagno, mentre erano quasi asciutte, venivano battute con mazzuoli di legno per far penetrare la concia nelle fibre della pelle che assumeva un aspetto scamosciato. Gli stessi Egizi conoscevano anche la concia con prodotti tannici sembra estratti dai baccelli dell’acacia arabica. Il pellame veniva utilizzato per i grembiuli indossati da operai e soldati mentre i sacerdoti ed i visir aggiunsero alle tuniche di lino delle pelli di pantera portate su una spalla. I sandali erano di papiro per le classi più umili e in cuoio per le classi più nobili. Non a caso esisteva la carica onorifica di “portatore di sandali” al seguito del Faraone o di nobili. (mv)

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