Un occhio ai risultati della pelle in Francia, Spagna e Paraguay

Un occhio ai risultati della pelle in Francia, Spagna e Paraguay

Francia, Spagna e Paraguay: la pelle non sorride (tranne alcune eccezioni). Le difficoltà del commercio internazionale si riverberano inevitabilmente sulle filiere, che fanno fatica a trovare sbocchi commerciali. I tre Paesi hanno uno stretto legame con l’Italia. Ecco gli ultimi dati, confrontati con gli analoghi periodi del 2024.

FRANCIA
A proposito dei risultati di Francia, Spagna e Paraguay, partiamo dai primi. Alliance France Cuir scrive che nel periodo gennaio-novembre 2025 l’export del pellame grezzo è sceso del 3% in valore (da segnalare ovini +20% e vitelli -28%), mentre l’import è calato dell’8%. Il fatturato delle concerie è diminuito dell’11,4%, nonostante la produzione sia cresciuta. L’export scende del 4% (rettili -28% e vitelli +25%) mentre l’import cresce del 2%. Più in difficoltà il comparto calzaturiero: la produzione scende del 9,6%, fatturato -5%, export -3% e import +2%. La pelletteria vede invece l’export ridursi del 4%, l’import del 5% ma il fatturato delle imprese produttrici sale del 5%.

 

 

SPAGNA
Le esportazioni dell’industria conciaria spagnola hanno registrato ulteriori cali per le pelli grezze (-9,8%) e conciate (-3,7%) nei primi dieci mesi del 2025. Viceversa, secondo i dati della Direzione generale delle dogane diffusi da Lederpiel l’export di pelli semi-conciate è cresciuto del 16,8%: in valore significa 7,6 milioni di euro in più rispetto allo stesso periodo del 2024.

PARAGUAY
Il presidente della Camera di commercio della pelle del Paraguay, Emilio Bedoya, ha fatto il punto della situazione su La Nación. Nel mese di dicembre l’export del pellame è diminuito del 32,5% in volume e del 47% in valore. Complessivamente, nel 2025 il settore ha mostrato resilienza in termini di volume mentre la riduzione dei prezzi a livello internazionale ha causato un calo dei ricavi. Le aspettative per il 2026 sono focalizzate sull’Europa, in particolare sull’Italia, e sulla diversificazione verso l’Asia dove esiste un potenziale di crescita. Bedoya confida che la tracciabilità della filiera e un accordo con l’UE saranno i driver di crescita per l’industria conciaria del Paraguay. (mv)

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