Veneto: la Regione contro il contratto pirata della concia

Veneto: la Regione contro il contratto pirata della concia

“Il CCNL comparso dal nulla è rischioso”, titolavamo lo scorso 5 ottobre. Il riferimento era a un contratto pirata relativo all’industria conciaria siglato, da un lato, da “un’associazione datoriale che non fa riferimenti alla galassia confindustriale”. E, dall’altro, “da un sindacato autonomo che non risulta attivo nel settore conciario”. Il tema è ancora di tale e stretta attualità (con tutti i pericoli e le opacità che porta con sé), che ieri contro questo contratto comparso dal nulla è arrivata una forte presa di posizione da parte della Regione Veneto.

La Regione Veneto contro il contratto pirata

A parlare sono il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, insieme a Elena Donazzan (Assessore Istruzione, Formazione, Lavoro e Pari Opportunità del Veneto). Lo fanno ai margini di un Tavolo sull’argomento richiesto dai sindacati e al quale hanno partecipato le rappresentanze venete di Confindustria, Confapi, Confartigianato, CNA e Casartigiani. “I lavoratori della concia hanno diritto a un contratto di lavoro chiaro e univoco – dice Zaia -, che però non è stato firmato da importanti parti. La situazione va affrontata con spirito di squadra e con chiarezza da parte di tutti gli attori”. Una presa di posizione confermata e rafforzata dalle parole di Donazzan.

La presa di posizione di Donazzan

“Il Tavolo è stato voluto dal Sindacato – spiega l’assessore regionale – alla luce di un contratto non siglato dalle parti maggiormente rappresentative. Un’anomalia nel quadro della contrattazione collettiva nazionale, che sta avendo una stagione di proliferazione dei contratti, che preoccupa il quadro politico ed economico”. Il CCNL conciario attualmente in vigore (scadenza giugno 2023), infatti, è quello siglato a gennaio 2021 da UNIC – Concerie Italiane insieme alle rappresentanze sindacali di settore. Non quello, come ricorda una nota congiunta di conciatori e sindacati, “approvato da due soggetti di cui non si hanno informazioni”. E dei quali “si nutrono dubbi in merito alla effettiva rappresentatività di aziende e lavoratori”.

Il mandato all’Avvocatura

“Si è voluto con urgenza questo approfondimento”, continua Donazzan. La ragione è “perché negli ultimi mesi la cronaca ha dato più volte conto di questa anomalia contrattuale”. Anomalia che ha generato le “preoccupazioni delle associazioni esattoriali e del sindacato”. Quindi, “ho dato mandato all’Avvocatura della Regione Veneto per un approfondimento in termini legislativi”. E, anche, “per verificare la possibilità dell’intervento della Regione, sia sotto il profilo normativo che amministrativo. Proporrò al più presto un confronto con il presidente di CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), Tiziano Treu, perché è il soggetto chiamato a registrare le contrattazioni e crediamo che dare valore pubblicistico al contratto sia oggi di particolare importanza”.

Il confronto con il CNEL

“Il confronto con il CNEL – conclude Donazzan – deve essere tenuto su vari aspetti”. Per esempio, “sul tipo di contratti, sul tipo di rappresentanza, su cosa significa siglare un contratto leader di quel settore. Oggi sono questi i criteri che determinano la valutazione, per esempio, dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro quando deve intervenire nelle aziende”.

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×