Contraffazione nel Brenta, appello di Cna: “Si faccia il marchio di qualità”

Tutti d’accordo: il marchio di qualità “made in Riviera del Brenta” non può essere rinviato. A seguito del blitz effettuato la scorsa settimana dalla Guardia di Finanza, nel corso del quale sono stati scoperti due laboratori italiani impegnati nella produzione di scarpe contraffatte, le associazioni degli artigiani e i sindacati chiedono all’Acrib di accelerare il processo che dovrebbe portare all’adozione di un marchio di qualità, assegnato da un ente certificatore esterno. Secondo la Cna, solo il marchio che certifichi l’intero percorso produttivo e i relativi controlli affidati ad un ente esterno potranno aiutare a contrastare l’illegalità e a fornire garanzie ai mercati internazionali. Afferma Piergiorgio Silvestrin, presidente regionale di Cna Federmoda: “Sappiamo, purtroppo, che il calzaturiero della Riviera del Brenta è vittima di una concorrenza illegale senza esclusioni di colpi, ed è proprio per questo motivo che abbiamo sottoscritto con Acrib e i sindacati il protocollo d’intesa ed il progetto di creazione del marchio di filiera, ma dobbiamo recuperare il tempo perso e passare ai fatti”. (mv)

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