Abruzzo: due a giudizio per falde acquifere inquinate

Disastro ambientale colposo e adulterazione di acque. Sono queste le ipotesi di reato con cui il gip del Tribunale di Chieti Antonella Redaelli ha rinviato a giudizio il legale rappresentante, e successivamente amministratore di fatto, di Segifur, ex conceria di Rapino (Chieti), Giammario Salvatore, e il liquidatore dell’azienda da ottobre 2005, Antenore Gambacorta. Secondo l’accusa è a causa di una negligente ed imprudente gestione dell’impianto di depurazione, che, nella falda acquifera sottostante allo stabilimento Segifur, sono state trovate concentrazioni ampiamente superiori ai limiti tabellari di solventi come dicloropropano, tricloroetilene e di tetracloroetilene. L’accusa di adulterazione delle acque nasce invece dal fatto che sostanze inquinanti furono trovate in alcuni pozzi della zona, a valle di Sagifur, e ciò indusse il sindaco ad emettere due ordinanze, a giugno del 2011 e a maggio 2012, che vietavano l’utilizzo dell’acqua dei pozzi su tutto il territorio comunale per sei mesi. (mc)

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