Blufin cesserà l’attività produttiva nei prossimi mesi. Sono coinvolti circa 20 dipendenti. La società, che possiede il marchio Blumarine, fa parte del gruppo Exelite guidato da Marco Marchi. E proprio a Exelite sono stati trasferiti i negozi e gli outlet di Blufin. Amom ha, invece, ritirato la procedura di licenziamento collettivo di 70 dipendenti. La proprietà, la società svizzera Riri-Oerlikon, cerca delle soluzioni alternative insieme a sindacati e Regione. Ma il rischio licenziamenti non è scongiurato.
Blufin cessa l’attività
Blufin, società che possiede (e produce per) Blumarine (a destra nella foto), cesserà l’attività produttiva nei prossimi mesi. Verrà attivata la Cassa Integrazione Straordinaria per i 20 dipendenti rimasti. L’organico, infatti, si è assottigliato l’anno scorso con i vari esodi volontari. Il Resto del Carlino riporta anche la notizia della cessione del ramo d’azienda che coinvolge i negozi e gli outlet Blufin. Dall’inizio del 2026 sono passati a Exelite. In altre parole, la società capogruppo che ha acquisito Blufin nel novembre 2019. In questa maniera i dipendenti retail Blufin sono passati in carico a Exelite. Il patron di Exelite, Marco Marchi, ha commentato la scelta come “strategica e orientata allo sviluppo e alla tutela del marchio Blumarine”.
Amom ritira i licenziamenti
Oggi, lunedì 19 gennaio, è in programma l’assemblea dei lavoratori di Amom (Badia al Pino, Arezzo, a sinistra nella foto). L’azienda di bigiotteria ha prima annunciato e poi ritirato la procedura di licenziamento collettivo di 70 persone. Ora si procederà con gli incontri tra la proprietà, la svizzera Riri-Oerlikon, i sindacati e la Regione Toscana per sviluppare un programma di reindustrializzazione. La Regione, secondo il Corriere di Arezzo, è disponibile a varare “un progetto per le politiche attive del lavoro e la formazione”. Il 30 gennaio si terrà un nuovo incontro. Il tutto dovrà essere definito entro il prossimo 4 maggio, data di scadenza del contratto di solidarietà. (mv)
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