Caporalato, Tod’s migliora il controllo di filiera: udienza rinviata

Caporalato, Tod’s migliora il controllo di filiera: udienza rinviata

I progressi nel controllo della filiera sono credibili e, per questo, Tod’s non merita ancora le misure interdittive richieste lo scorso autunno dal PM Paolo Storari. Il GIP di Milano ha rinviato al 20 aprile l’udienza sul gruppo marchigiano, coinvolto nelle indagini sui fenomeni di caporalato nella filiera della moda. “Accogliamo con soddisfazione la decisione del Tribunale di accordarci il tempo necessario per completare le misure di ulteriore rafforzamento dei controlli – è il commento affidato a una nota dalla società –. Ribadiamo che è nostra intenzione fare chiarezza, per poter dare un contributo valido in questa seria questione”.

Tod’s migliora il controllo di filiera

Il giudice per le indagini preliminari, dicevamo, ha valutato positivamente l’impegno di Tod’s per rafforzare il controllo della filiera. Il gruppo sta sviluppando una piattaforma dedicata alla “tracciabilità completa delle attività”, si legge in rassegna, nonché ha irrobustito i processi di audit presso i fornitori. Il gruppo, a tal proposito, non solo ha già tagliato i rapporti con quelli finiti sotto inchiesta, ma ha anche affinato sistemi di blocco delle relazioni con quelli che non dovessero più ritenersi affidabili. La Corte d’Appello di Milano, intanto, ha rinviato al Tribunale di Ancona la decisione sulla richiesta di amministrazione giudiziaria del gruppo. Si attende che il 20 aprile le toghe meneghine stabiliscano se il processo di intrapreso dal gruppo è valida o se, come vorrebbe il PM, merita l’interdizione delle attività pubblicitarie per 6 mesi.

 

 

“Storari ci venga a trovare”

“Rinnoviamo l’invito a Storari di venirci a visitare – continua la nota di Tod’s –. Così si renderà conto di quale realtà rappresentiamo, di come vivono i nostri lavoratori. Possiamo assicurare che tantissime sono le aziende italiane che rappresentano modelli di comportamento eccellenti”. Dal quartier generale di Casette d’Ete augurano che sul caporalato si mobiliti il sistema moda. “Una volta conclusa questa vicenda, crediamo sarà importante confrontarsi nelle sedi opportune per risolvere un problema che può fermare parte importante del mondo del lavoro italiano. I valori del Made in Italy e la sua reputazione nel mondo sono un patrimonio enorme e noi abbiamo il dovere di proteggerlo, non di sminuirlo”.

Foto Shutterstock

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