Dazi: col Mercosur si apre il Sud America, ma Trump agita il nord

Dazi: col Mercosur si apre il Sud America, ma Trump agita il nord

La geopolitica dei dazi non riposa mai e la cronaca ci consegna due notizie. La prima è positiva: la ratifica dell’accordo di libero scambio col Mercosur apre il Sud America a relazioni più prolifiche con l’Unione Europea. Esulta Cotance, l’associazione che rappresenta a Bruxelles le sigle nazionali della concia. Ma, intanto, le tensioni intorno alla Groenlandia spingono il presidente statunitense Donald Trump (in foto) a rimettere in discussione l’accordo siglato in estate con l’UE e questa a minacciare ritorsioni tariffarie.

Col Mercosur si apre il Sud America

“Una volta siglato l’accordo, manca solo la ratifica dell’Europarlamento – recita la nota di Cotance –. Ci auguriamo che sia rapida. Dopo 25 anni di negoziati, si vede il nastro d’arrivo: non possiamo attendere oltre”. La graduale rimozione delle barriere tariffarie tra UE e Mercosur, un’area che raccoglie “800 milioni di persone e il 30% del PIL mondiale” secondo La Stampa, apre prospettive interessanti per l’industria della moda. Sia sul fronte dell’approvvigionamento delle materie prime che, poi, dell’export di prodotti finiti.

 

 

Intanto, Trump

Se ne parlerà al World Economic Forum di Davos (19-23 gennaio). Se ne parlerà a lungo tra le cancellerie europee e Strasburgo. Le tensioni intorno alla Groenlandia, che Trump rivendica per gli Stati Uniti e di cui la Danimarca vuole mantenere la sovranità, hanno infiammato quella guerra commerciale che si credeva sopita dall’estate con gli accordi per dazi al 15%. Il presidente statunitense ha annunciato dal primo febbraio nuove tariffe del 10% contro i Paesi che hanno inviato truppe sull’isola e quindi ostilità ai suoi piani. I Paesi colpiti, oltre al Regno Unito che ormai non è più nell’UE, sono Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Paesi Bassi e Finlandia. Mentre Trump minaccia di portare al 25% i dazi se i Paesi europei non tornano a condizioni più mansuete, l’UE valuta la reazione: l’orientamento è reagire con forza nel campo dei dazi.

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