Giuseppe Verdi: quando un baule in cuoio svela i segreti creativi di un Maestro

Un baule in cuoio ha occultato per oltre un secolo una serie di opere inedite di Giuseppe Verdi. Nei giorni scorsi il MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) ha avviato le procedure di esproprio dei preziosi documenti che il compositore emiliano aveva ordinato a fine Ottocento alla Marshall Field and Company di Chicago e passati agli eredi Carrara Verdi alla sua morte, avvenuta nel 1901. Il baule, interamente realizzato a mano, è rimasto nella villa del Maestro a Villanova sull’Arda (Piacenza) fino al 10 gennaio 2017, quando è stato trasferito all’Archivio di Stato di Parma. All’interno dell’esclusivo cassone erano conservati documenti di straordinario interesse tra cui abbozzi di opere e indicazioni sulla scrittura, consigli e precisazioni. Il tutto suddiviso in 17 cartellette sopra ognuna delle quali Verdi aveva scritto: “Abbruciate tutto questo pacco di carte“. Un ordine che i posteri non hanno eseguito anche se tra i cultori delle opere verdiane c’è chi sostiene che bisognerebbe seguire la sua volontà. L’intero nucleo documentale è stato analizzato e gli studiosi Francesca Montresor e Alessandra Carlotta Pellegrini hanno curato il primo catalogo completo degli abbozzi musicali attraverso il quale si può entrare nel laboratorio, creativo e mentale, di uno dei più grandi compositori della storia.

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