Inalca ritira i licenziamenti, ma va allo scontro su Reggio Emilia

Inalca ritira i licenziamenti, ma va allo scontro su Reggio Emilia

La buona notizia è che Inalca ritira il licenziamento dei 164 operai reggiani da oltre un anno in cassa integrazione. Ma il gruppo della carne va allo scontro con il comune di Reggio Emilia, dove un incendio doloso nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 2025 ha distrutto lo stabilimento produttivo (in foto) che non riaprirà più.

Inalca ritira i licenziamenti

Al Tavolo regionale hanno trovato l’accordo: Inalca ritira la richiesta di licenziamento collettivo e parallelamente viene prorogata per 6 mesi la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori. Sarà il Ministero del lavoro a dover decidere. I lavoratori potranno scegliere tra l’esodo volontario (da comunicare entro il 5 febbraio) o la ricollocazione all’interno di Inalca-Cremonini, con lo stesso inquadramento del contratto di lavoro in essere. I 164 dipendenti restano formalmente come esubero (lo precisa Il Resto del Carlino) mentre, ora è chiaro, il gruppo non riaprirà lo stabilimento distrutto dall’incendio.

 

 

Lo scontro col Comune

E su questa decisione ha forse pesato lo scontro tra azienda e Comune. Cosa è successo? A distanza di 10 giorni dall’incendio, il comune di Reggio Emilia ha emesso un’ordinanza per imporre all’azienda la bonifica del sito. E successivamente ha inviato diversi solleciti all’azienda, invitandola a svolgere quanto disposto. Ora Inalca chiede all’ente il rimborso delle spese sostenute pari a 760.000 euro perché non sarebbero state di sua competenza. Il 29 ottobre del 2025, Inalca ha depositato il ricorso al TAR di Parma contro l’ordinanza di bonifica emessa dal comune di Reggio Emilia. La società sostiene che, a seguito dell’incendio, cessa di diritto il contratto di affitto di Inalca e l’immobile torna nella disponibilità del proprietario. Lo scrive la Gazzetta di Reggio. (mv)

Foto da il Resto del Carlino

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