Non solo il lusso; non solo Milano. La Procura di Prato ha chiesto (e ottenuto) al Tribunale di Firenze di porre in amministrazione giudiziaria per un anno Piazza Italia, azienda nata nel 1993, con sede a Nola (Napoli) e attiva nel retail dell’abbigliamento low cost. Secondo l’accusa, le aziende cinesi di Prato, fornitori di Piazza Italia, sfruttavano i lavoratori.
La prima Procura dopo Milano
Secondo le indagini, a partire dal 2022 Piazza Italia si sarebbe avvalsa di due imprese cinesi (indagate per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro) nel distretto pratese per il confezionamento dei capi di abbigliamento. Così come nei casi balzati all’onore della cronaca da Milano, anche a Piazza Italia, riporta SkyTg 24, si contestano i mancati controlli della filiera: “colpevole inerzia” e “mancata vigilanza”. Piazza Italia, mentre godeva dei benefici competitivi e registrava margini del 300%, non avrebbe provveduto a fare verifiche sui fornitori, che avrebbero impiegato lavoratori in nero, clandestini sfruttati per ore, pagati con compensi bassissimi, che finivano per mangiare e dormire in ambienti fatiscenti.
Il piano di espansione
Nel novembre scorso Piazza Italia aveva fatto notizia per il suo piano di espansione che aveva ottenuto il finanziamento da un pool di banche guidato da Unicredit. Secondo le stime, l’azienda della famiglia Bernardo si apprestava a chiudere il 2025 con un volume d’affari complessivo – tra rete diretta e franchising – di 485 milioni di euro, ricavi netti per 350 milioni e un Ebitda di 50 milioni, corrispondente a un margine del 14,3%. Il 2025 è stato il miglior esercizio della sua storia. Il finanziamento deliberato serve per procedere con il riassetto societario del gruppo e un progetto di sviluppo da 200 nuove aperture e mille assunzioni.
Le ripercussioni
La vicenda segna due aspetti importanti. Il primo è che il metodo-Storari, il Pubblico Ministero milanese artefice delle inchieste sulla filiera produttiva della moda, è uscito dai confini lombardi. Il secondo è che nel mirino ci sono aziende di tutti i segmenti, non solo del lusso. (mv)
In foto il Palazzo di Giustizia di Prato
Leggi anche:









